Il rimbalzo della guerra: la lotta del popolo curdo

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Guerre per il petrolio, guerre per il controllo dei territori, guerre spacciate per guerre di religione, aggressioni militari, guerre dove direttamente o per procura combattono i principali paesi occidentali, Usa e paesi Ue, e la Russia, guerre pericolose che stanno portando il mondo sull’orlo di tragedie catastrofiche.

La crisi generale del sistema capitalistico acuisce le contraddizioni e gli scontri tra le varie borghesie imperialiste per l’accaparramento dei mercati e delle risorse. La tendenza alla guerra come mezzo di risoluzione delle contraddizioni rimane l’unica opzione in campo. Le conseguenze le pagano i popoli che la guerra la subiscono dal medioriente all’Africa e i proletari dei paesi occidentali dove sempre più risorse vengono spostate dalle spese sociali a quelle militari.

In questo contesto si inserisce la storica lotta del popolo curdo per la sua liberazione nazionale e sociale.

Cercheremo in questa puntata di analizzare la situazione mediorientale, le prospettive di questo eroico popolo e la possibile solidarietà concreta che come antimperialisti e internazionalisti possiamo compiere.

Chi volesse concretamente sostenere il popolo curdo, troverà le informazioni necessarie a questi indirizzi:

http://www.retekurdistan.it/

 

 

Niscemi 2015: fermare il Muos, fermare la guerra

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Il campeggio No Muos 2015 si apre con l’esigenza di ribadire ancora una volta la centralità del muos all’interno dello scenario della lotta contro la guerra imperialista. Questo nesso è stato sviluppato ponendo in rilievo varie questioni: l’aumento massiccio della militarizzazione del territorio e delle spese militari, il fenomeno delle migrazioni, le resistenze popolari – Niscemi, Sardegna, Ucraina, Palestina, Kurdistan – contro le aggressioni imperialiste.

La soddisfazione del traguardo raggiunto lo scorso aprile con il sequestro del cantiere da parte della magistratura non ha distolto il movimento dall’importanza di mantenere alta la pressione popolare; per questo durante i tre giorni del campeggio e durante la manifestazione del sabato si sono realizzate diverse azioni di sabotaggio nei confronti della base e della presenza militare americana nella zona.

Come redazione di FinoallaVittoria abbiamo scelto di intervistare il compagno Giacomo Sferlazzo dell’associazione Askavusa di Lampedusa poiché il suo intervento sul rapporto migrazioni e guerra racchiude significativamente i temi che il campeggio si era prefissato di sviluppare.

 

 

 

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Niscemi 4 Aprile il Muos è abusivo!

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Come redazione di FinoallaVittoria abbiamo partecipato alla manifestazione nazionale NoMuos del 4 Aprile in contrada Ulmo a Niscemi, raccogliendo le voci dei militanti che vi hanno partecipato.

Manifestazione che si è svolta pochi giorni dopo il sequestro dell’impianto Muos, operato dalla Procura di Caltagirone.

Il sequestro è avvenuto per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale.

Per questa ragione la manifestazione si è svolta in un clima festoso e di consapevolezza del grande risultato raggiunto.

Consapevolezza da parte di tutti i manifestanti che la battaglia non si è conclusa, che questo primo passo si è ottenuto grazie alle migliaia di uomini e donne che fisicamente in questi anni si sono opposti al Muos.

Consapevolezza che la liberazione dei popoli potrà avvenire quando ci libereremo definitivamente dall’imperialismo, dallo sfruttamento e dalle guerre che questo genera

NoMuos fino alla vittoria!

 

 

Con i popoli arabi in lotta! Intervista ai compagni del Palestinian Youth Movement

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I venti di guerra che soffiano sulla Libia e la resistenza nel Kurdistan Iracheno hanno riportato l’attenzione generale sullo scenario mediorientale. Pensiamo sia una buona occasione per avviare una riflessione su quanto è accaduto dalla cosiddetta “Primavera Araba” ad oggi , dando spazio alle voci resistenti che sono presenti nell’area. A questo proposito abbiamo intervistato il compagno Tamer del Palestinian Youth Movement in modo da poter approfondire con lui il ruolo che è stato giocato dalle forze progressiste e antimperialiste durante le ribellioni e quali sono le prospettive future di queste organizzazioni.

http://www.pal-youth.org/

La resistenza al capitalismo europeo parte dall’Ucraina

 

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Con l’aggravarsi della guerra in Ucraina sentiamo l’esigenza di ricontattare Dimitri, compagno di Borotba, organizzazione comunista in prima linea nella resistenza contro l’esercito golpista di Kiev.
Ci preme, innanzitutto, conoscere la situazione degli ultimi mesi in Ucraina e in particolare,  la continua violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’esercito di Poroshenko e delle bande neonaziste sue alleate. La popolazione delle regioni ribelli subisce quasi quotidianamente bombardamenti e cominciano a scarseggiare i beni di prima necessità. Nelle zone sotto il controllo dell’esercito vengono promulgate leggi che rendono impossibile opporsi alla coscrizione obbligatoria e quindi rendono difficile la vita al movimento contro la guerra e le politiche capitalistiche che il governo sta attuando.

La resistenza si presenta eterogenea con una componente maggioritaria costituita dagli antifascisti uniti dall’obiettivo di liberare l’intera Ucraina dalle forze neonaziste che stanno avanzando.

Da questo punto di vista interessante risulta l’influenza che la Russia ha sulla Resistenza: la presenza del governo russo si fa sentire sia sul piano militare con aiuti, sia su quello più strettamente politico con l’appoggio a quei settori della resistenza più inclini ad accettare l’agenda russa. Contemporaneamente Mosca comincia a temere e ad ostacolare tutti quelli che si pongono in un’ottica anticapitalistica e antioligarchica e spingono per una nazionalizzazione dei settori più importanti dell’economia.

Potrebbe essere un esempio l’avvenimento degli arresti, avvenuti qualche settimana fa, di alcuni militanti di Borotba da parte dei combattenti del battaglione filorusso Rostov. La vicenda conclusasi con la liberazione dei compagni appare ancora poco chiara, resta comunque il sospetto che possa far parte della strategia russa di contenimento delle forze resistenti non allineate sulle sue posizioni.
La situazione, come sottolineano i compagni di Borotba, appare molto pericolosa poiché vede i neonazisti protagonisti dell’attuazione del programma economico capitalista che la Troika ha imposto a Kiev. Un modello che se funzionasse potrebbe essere esportato in altri paesi europei. Per questo i compagni vedono come unica via d’uscita l’abbattimento e la sconfitta del capitalismo in Ucraina come nel resto dell’Europa.

Noi ci associamo a questo augurio e a questa soluzione.

Contro le politiche antipopolari e contro il Muos: un’unica lotta

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Dopo lo sciopero sociale del 21 novembre a Niscemi e dopo l’ennesimo rinvio del Tar chiamato a pronunciarsi sui 5 ricorsi il 25 novembre a Palermo, Fino alla Vittoria Voci di Resistenza dal Movimento No M.U.O.S. pubblica una serie di interviste raccolte durante la manifestazione di Niscemi.
Forte emerge la rabbia dei Niscemesi e la lucidità nell’individuare il nemico che hanno di fronte: l’esercito americano, e i governi nazionale e regionale totalmente asserviti agli interessi Usa. Forte è anche la delusione per la partecipazione cittadina considerata scarsa da chi era presente al corteo a fronte dei problemi che Niscemi, come del resto tutta la Sicilia, attraversa: dalla mancanza del lavoro e dei servizi più essenziali quali acqua, trasporti, sanità, all’emigrazione verso il nord.
Fabio d’Alessandro, voce storica del comitato Nomuos di Niscemi, ci spiega che, al di là dei rischi politici che questo comportava, lo sciopero sociale andava fatto. Nonostante la mancanza della copertura sindacale, la presenza di un migliaio di persone in piazza in questa precisa fase del movimento, dimostra la maturità politica di questo rendendo chiaro il nesso tra politiche antipopolari attuate dal governo italiano e il muos..
Avanti NoMuos fino alla vittoria!

Liberarsi dall’ANP

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Per approfondire la questione palestinese, alla luce delle forti tensioni che stanno avvenendo sia nei territori occupati del ’48 che in quelli del ’67, intervistiamo un compagno del campo profughi di Aida.
Dall’intervista emergono: la grande determinazione del popolo palestinese pronto ad accogliere l’invito alla sollevazione generale contro l’esercito occupante e un dato che ci sembra molto interessante, ovvero, il totale distacco tra i palestinesi e l’Anp considerata ormai come il primo nemico da abbattere, come un reale ostacolo fra il popolo e la possibilità che scoppi la terza intifada.

Intifada fino alla vittoria!
Libertà per tutti i prigionieri palestinesi

La Resistenza palestinese non si arresta!

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Pubblichiamo l’intervista fatta a Giulia attivista dell’ISM che qualche giorno fa è stata ferita dall’esercito sionista a Qalandia, nei pressi di Ramallah, durante una manifestazione per il 97° anniversario degli accordi di Balfour.

Nel corso dell’intervista, oltre a raccontarci la sua esperienza, la compagna fa un quadro della situazione nei territori occupati con le azioni indiscriminate da parte dell’esercito e dei coloni sionisti e la Resistenza che risponde colpo su colpo,  ci conferma come il ruolo dell’Anp (autorità nazionale palestinese), si stia trasformando giorno dopo giorno da difensore dei diritti e delle causa del popolo palestinese a collaboratore dell’esercito occupante, con continue provocazioni nei confronti del suo popolo e con l’arresto di militanti e shebab resistenti, soprattutto appartenenti alle formazioni della sinista palestinese.

Ora e sempre Resistenza

Con la Palestina nel cuore

Solidarietà a Giulia e a tutti i prigionieri palestinesi

Con l’Ucraina Antifascista

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A pochi giorni dall’appuntamento elettorale nelle regioni della Novorossiya pubblichiamo una puntata di FinoallaVittoria dedicata alla situazione in Ucraina e allo sviluppo della Resistenza nelle regioni dell’est. L’aggressione imperialista condotta dagli USA e da UE ha portato all’insediamento della giunta golpista di Kiev, e alla conseguente resistenza armata delle milizie popolari nelle regioni del Donbass e di Lugansk che si oppongono, all’avanzata delle formazioni neonaziste che hanno sostenuto il golpe e all’imperialismo occidentale.

Durante la puntata utilizzeremo alcune parti di un’intervista fatta a un compagno che ha partecipato alla Carovana di solidarietà antifascista in Donbass.

Al termine della trasmissione, come è nostra consuetudine, daremo voce diretta alla resistenza, intervistando Dimitri, un compagno ucraino, militante della formazione della sinistra antimperialista Borotba

 

 

Dissezioni antimperialiste (il Muos)

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La questione del M.U.O.S. è tutt’altro che chiusa.

Il movimento no M.U.O.S. continua la lotta contro l’imperialismo americano e lo ha fatto recentemente incontrandosi a Niscemi durante tre giorni di campeggio a cui è seguita una manifestazione che per l’ennesima volta è riuscita ad invadere ed occupare la base americana

Abbiamo deciso di raccontare le voci di resistenza di quei giorni perché riteniamo che su questo tema, ci sia ancora tanto da dire.

Esistono due aspetti della lotta al M.U.O.S. che riteniamo sia fondamentale far emergere.

Il primo aspetto è quello dello stretto legame esistente tra il M.U.O.S e la guerra imperialista [taglio Claudio e Alfonso] che riporta ad una riflessione più ampia sulla guerra stessa e il suo stretto rapporto con le condizioni di classe

Il secondo aspetto è quello che in particolar modo evidenziano nella loro lotta le mamme No M.U.O.S

che riflettono sullo stretto legame esistente tra l’impianto e le questioni ambientali

Questa analisi ci porta a riflettere su quelle che sono e dovrebbero essere le prospettive del movimento

e a continuare a discuterne con i compagni che quotidianamente sono impegnati in questa lotta