Con i popoli arabi in lotta! Intervista ai compagni del Palestinian Youth Movement

rivoltearabe

I venti di guerra che soffiano sulla Libia e la resistenza nel Kurdistan Iracheno hanno riportato l’attenzione generale sullo scenario mediorientale. Pensiamo sia una buona occasione per avviare una riflessione su quanto è accaduto dalla cosiddetta “Primavera Araba” ad oggi , dando spazio alle voci resistenti che sono presenti nell’area. A questo proposito abbiamo intervistato il compagno Tamer del Palestinian Youth Movement in modo da poter approfondire con lui il ruolo che è stato giocato dalle forze progressiste e antimperialiste durante le ribellioni e quali sono le prospettive future di queste organizzazioni.

http://www.pal-youth.org/

La resistenza al capitalismo europeo parte dall’Ucraina

 

 borotba

Con l’aggravarsi della guerra in Ucraina sentiamo l’esigenza di ricontattare Dimitri, compagno di Borotba, organizzazione comunista in prima linea nella resistenza contro l’esercito golpista di Kiev.
Ci preme, innanzitutto, conoscere la situazione degli ultimi mesi in Ucraina e in particolare,  la continua violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’esercito di Poroshenko e delle bande neonaziste sue alleate. La popolazione delle regioni ribelli subisce quasi quotidianamente bombardamenti e cominciano a scarseggiare i beni di prima necessità. Nelle zone sotto il controllo dell’esercito vengono promulgate leggi che rendono impossibile opporsi alla coscrizione obbligatoria e quindi rendono difficile la vita al movimento contro la guerra e le politiche capitalistiche che il governo sta attuando.

La resistenza si presenta eterogenea con una componente maggioritaria costituita dagli antifascisti uniti dall’obiettivo di liberare l’intera Ucraina dalle forze neonaziste che stanno avanzando.

Da questo punto di vista interessante risulta l’influenza che la Russia ha sulla Resistenza: la presenza del governo russo si fa sentire sia sul piano militare con aiuti, sia su quello più strettamente politico con l’appoggio a quei settori della resistenza più inclini ad accettare l’agenda russa. Contemporaneamente Mosca comincia a temere e ad ostacolare tutti quelli che si pongono in un’ottica anticapitalistica e antioligarchica e spingono per una nazionalizzazione dei settori più importanti dell’economia.

Potrebbe essere un esempio l’avvenimento degli arresti, avvenuti qualche settimana fa, di alcuni militanti di Borotba da parte dei combattenti del battaglione filorusso Rostov. La vicenda conclusasi con la liberazione dei compagni appare ancora poco chiara, resta comunque il sospetto che possa far parte della strategia russa di contenimento delle forze resistenti non allineate sulle sue posizioni.
La situazione, come sottolineano i compagni di Borotba, appare molto pericolosa poiché vede i neonazisti protagonisti dell’attuazione del programma economico capitalista che la Troika ha imposto a Kiev. Un modello che se funzionasse potrebbe essere esportato in altri paesi europei. Per questo i compagni vedono come unica via d’uscita l’abbattimento e la sconfitta del capitalismo in Ucraina come nel resto dell’Europa.

Noi ci associamo a questo augurio e a questa soluzione.